Cos'è la fecondazione artificiale?

 Una delle obiezioni che vengono fatte a chi è contro la fecondazione artificiale è che questa pratica viene utilizzata per far nascere bambini, quindi è una cosa buona che favorisce la vita, non la penalizza.

Ne siamo davvero sicuri?

Sicuramente alla fine di tutto il percorso ogni tanto nasce qualche bimbo, a volte addirittura gemelli ma a che prezzo?

Vediamo come funziona davvero la fecondazione assistita. 

Il primo passaggio consiste nell'imbottire la donna di ormoni per indurre le sue ovaie a produrre più ovuli possibili. Pratica assolutamente pericolosa per la salute della donna che rischia iperstimolazione ovarica, e a lungo termine anche tumori. 

Tutti questi ovulii vengono poi prelevati e i migliori vengono fecondati con lo spermatozoo nella speranza che " si accenda" l'embrione.

Ora se un ovulo fecondato comincia a crescere significa che quell'ovulo è vivo, un oggetto senza vita non può certo crescere, e se questo embrione che sta crescendo è il risultato di due DNA umani è esso stesso umano. Quindi un embrione, anche di poche cellule che sta crescendo e si sta sviluppando è una vita umana. Tutte queste piccole vite umane in partenza vengono " coltivate per qualche giorno" in laboratorio per verificare il loro corretto sviluppo e assicurarsi che siano sani e forti. I migliori vengono poi trasferiti in utero nella speranza ( piuttosto flebile a dir la verità) che attecchiscano e si instauri la gravidanza. Per aumentare le possibilità di successo spesso ne vengono impiantati almeno due, a volte anche tre, appunto nella speranza che almeno uno si trovi bene e decida di restare. Gli embrioni eventualmente non trasferiti vengono congelati in attesa del loro turno. 

Le percentuali di successo di tale tecnica sono variabili a seconda delle età, del jumero dei tentativi e delle situazioni mediche delle coppie che vi accedono ma si aggirano intorno alla.media del 20%. Ciò significa che su 100 embrioni prodotti solo 20 riescono a impiantarsi in utero, gli altri 80 muoiono. E delle 20 gravidanze che si avviano non tutte riescono ad arrivare alla nascita del bimbo. Inoltre le gravidanze da fecondazione assistita sono ad alto rischio di complicazioni e parto prematuro.

Capite bene che, sì, la fecondazione artificiale permette la nascita di un bambino ma per quel bambino che nasce ne sono stati prodotti almeno una decina che sono subito morti. 

Mi vengono in mente quei film d'azione dove l'eroe per salvare il protagonista in pericolo fa fuori decine di comparse. 

Mi si dice che anche la natura non porta a termine tutti gli embrioni che crea, che gli aborti spontanei nelle prime settimane sono quasi fisiologici e spesso le donne hanno aborti spontanei senza nemmeno essersi accorte di essere incinta perché la gravidanza non riesce ad avviarsi.  Tante persone purtroppo muoiono per malattia o per incidente, ma non è una buona ragione per giustificare gli omicidi. 

Qualsiasi altra tecnica medica o cura con così basse percentuali di successo e così alto tasso di complicazioni e rischi di salute non verrebbe  assolutamente resa disponibile e proposta ai pazienti. Se un farmaco provoca un solo morto viene subito sospesa la sua distribuzione e vengono fatte tutte le verifiche del caso prima di decidere se e in che maniera è il caso di utilizzarlo oppure se sia meglio ritirarlo dal mercato.

In questo caso invece, non ne capisco il motivo, nonostante l'alto tasso di fallimento, le enormi energie fisiche e mentali spese a fronte di successi minimi, l'alto rischio di problemi di salute e addirittura morte, sia per le madri che per i bimbi, la fecondazione artificiale continua a diffondersi e viene vista come la soluzione alla sterilità. Cosa assolutamente non vera perché questa pratica non cura la sterilità ma semplicemente cerca di bypassarla. Ma la coppia sterile era e sterile rimane. Se volesse avere un altro figlio dovrebbe rifare tutto da capo.

È quindi evidente che chi ha a cuore la vita non può essere favorevole a una pratica che la rispetta e la protegge così poco. 


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