Pro choice vs pro life
L'annoso dibattito sull'aborto vede contrapposti due grandi schieramenti: da una parte i pro life, cioè coloro che sono contrari all'interruzione della gravidanza e sono favorevoli alla vita sempre e comunque, e dall'altra parte invece coloro che invece pensano che sia un diritto della donna poter decidere se avere il bimbo o abortire, i cosiddetti pro choice.
Ma siamo sicuri che dal lato dei pro choice ci sia davvero tutta questa possibilità di scelta?
Quando un pro life incontra una donna incinta che si trova in difficoltà (economiche, di relazione, di solitudine o altro) il volontario o chi per lui offrono alla futura mamma tutto l' aiuto possibile perché lei possa accogliere il suo bambino con serenità. La si incontra, la si ascolta, e la ragazza si sente accolta e trova qualcuno che si offre di affrontare con lei i problemi che le impediscono di portare avanti la gravidanza. Nessuno la accusa, nessuno la costringe ma spesso e volentieri se la donna trova un aiuto riesce ad accettare e ad accogliere il suo bambino. E con gioia, senza mai pentirsene, anzi, con immensa gratitudine nei confronti di chi le ha dato la possibilità di diventare mamma.
Se invece una donna incinta in difficoltà incontra un cosiddetto pro choice, costui le dice: "non preoccuparti, se non riesci a tenerlo c 'è l'aborto". Senza offrirle alcuna alternativa. Anzi spesso ingigantendo i problemi così che la donna non veda altre alternative all'aborto. Se una ragazza si trova sola, abbandonata dalla famiglia, senza lavoro e senza casa e nessuno che le dà una mano,una via d'uscita, è ovvio che pensi che l'aborto sia l'unica soluzione. E se incontra solo persone che le dicono " se vuoi abortire non c'è problema è un tuo diritto sacrosanto " è ovvio che la ragazza non veda altre opzioni. Nessuno gliele presenta.
E spesso queste ragazze vanno ad abortire con il cuore spezzato, convinte di fare la cosa giusta perché non ci sono altre soluzioni ma sapendo dentro di loro che stanno facendo una scelta che rimpiangeranno per tutta la vita.
Vi assicuro che non esiste al mondo una donna che sia stata "costretta" a tenere il bambino, e che si sia pentita di essere diventata mamma, mentre molto spesso la donna è costretta dalle circostanze ad abortire e non se lo perdonerà mai. Troppe volte ho sentite queste donne dire con rimpianto:" se solo avessi trovato qualcuno che mi avesse aiutato, non avrei mai voluto farlo ma ero completamente sola!"
Quindi io mi chiedo e chiedo a voi che leggete : chi è davvero "pro choice" "per la scelta"? Chi, fra i "pro choice"e i pro life offre davvero la possibilità di scegliere fra la vita e la morte e non si limita a scaricare la scelta sulla donna senza mettere sul tavolo le varie opzioni?
Se il mondo pro choice fosse intellettualmente onesto presenterebbe alle donne oltre all'aborto tutte le varie alternative, gli aiuti economici e sociali, la possibilità di dare il bimbo in adozione o addirittura di partorire in anonimo e lasciare il bimbo in ospedale.
Invece non è così: i pro choice si limitano a dire alla donna: "la scelta è tua" e a spingerla a" liberarsi del problema" nella maniera più rapida possibile. Eventuali offerte di aiuto vengono addirittura viste come interferenze nella decisione della donna. L'aborto così non è più "una scelta".
Io lo dico sempre: i veri pro choice sono coloro che aiutano la donna a scegliere la vita e non quelli che la lasciano sola spingendola in questo modo verso la morte.
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