La maternità surrogata dal punto di vista del bambino
Pochi giorni fa il senato ha votato a favore della proposta di rendere la maternità surrogata, altrimenti detta utero in affitto, reato universale. Ciò significa che, se fin'ora in Italia era illegale pagare una donna perché porti avanti una gravidanza il cui bimbo una volta nato diventi immediatamente dei committenti, ma si poteva tranquillamente andare all'estero e il problema era subito aggirato, ora un italiano che cerchi di accedere a questa pratica in qualunque parte del mondo è penalmente perseguibile.
Le proteste e ĺe critiche a tale decisione sono innumerevoli.
Ora io davvero non riesco a capacitarmi di come qualcuno possa considerare come un gesto d'amore e di altruismo un tale abominio.
Partiamo dall'inizio. Un bimbo prima di nascere passa circa 40 settimane dentro le viscere della madre, sentendo il battito del suo cuore e i rumori interni del suo corpo. Sente quando la mamma è felice o quando è triste, o spaventata o arrabbiata, sente, anche se ovattato il suono della sua voce e impara a riconoscere i suoi gusti in fatto di cibo ( dal momento che quello che mangia la madre poi passa al bimbo attraverso il cordone ombelicale). Quando nasce, il bimbo non è proprio una tabula rasa ,come siamo portati a pensare, ha già fatto e vissuto delle esperienze, ma, ovviamente sono tutte esperienze vissute in simbiosi con la madre.
Ci vogliono alcune settimane fuori dalla pancia prima che il bimbo si renda conto di essere " altro dalla madre" . E questo lo dice la scienza, non lo dicono i cattolici bigotti.
Ora provate a pensare a un bimbo che dalla tranquillità e dal calduccio del suo sacco dentro la pancia della mamma all'improvviso si trova strizzato e costretto da una forza irresistibile a uscire e si ritrova in un ambiente pieno di luci, rumori, freddo, con suoni e odori sconosciuti. Il panico è inevitabile. E infatti i bimbi appena nati piangono arrabbiatissimi, ma si calmano immediatamente quando vengono messi sul petto della madre, e riconoscono il battito del cuore che li ha sempre accompagnati e la voce che li ha sempre cullati.
Ecco, con la pratica dell'utero in affitto questo bimbo, appena uscito dalla pancia della madre viene subito portato via e messo fra braccia sconosciute con odori e voci e battiti del cuore sconosciuti. E le uniche esperienze che il bimbo conosceva e che servono al neonato per cominciare la sua avventura nel mondo, vengono buttate in angolo.
In Italia c'è una legge che vieta di portare via i cuccioli di cane o di gatto alle madri prima dei 60 giorni di vita. Quindi tutti sanno che è evidentemente un trauma per i cuccioli di ogni specie perdere la madre prima del tempo dovuto. E allora perché per il cucciolo umano questo aspetto viene trascurato e dimenticato solo per soddisfare il desiderio di genitorialità di un adulto?
Come è possibile che i desideri di un adulto abbiano la priorità sul benessere di un bambino?
" Avere figli è un diritto". Siamo davvero sicuri? Certo, se una coppia decide di allargare la famiglia nessuno può impedirgli di farlo, ma se il bimbo non arriva o se non c’è la possibilità fisica di farlo, fino a che punto è lecito cercare di realizzare questo desiderio, pur del tutto legittimo?
Facciamo un altro esempio. "Sposarsi è un diritto ". Nessuno può impedire a due innamorati di stare insieme ed eventualmente sposarsi ma che succede se ad esempio solo lui è innamorato? Mica può pagare la famiglia di lei per starci insieme e sposarla? Mica si può costringere qualcuno o pagarlo per starci insieme. Anche se è del tutto legittimo desiderare l'amore. Non si possono accampare diritti sulle persone, le persone sono soggetto e non oggetto di diritto.
Mi sono dilungata fin troppo, ma spero di aver chiarito come la pratica della maternità surrogata sia una barbarie non perché lo dice la chiesa o il governo bigotto e retrogrado ma perché semplicemente a volte i desideri si scontrano con la realtà e la realtà delle cose non sempre può essere modificata.
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